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Generale
7 giorni
No
La mastoplastica riduttiva è un intervento di chirurgia estetica del seno che consente di ridurre il volume e il peso delle mammelle quando risultano eccessivamente sviluppate. È indicata per donne che desiderano:
Una condizione di seno ipersviluppato può causare non solo disagio estetico, ma anche disturbi fisici persistenti. La mastoplastica riduttiva rappresenta una soluzione efficace e duratura per ottenere un seno più armonico, migliorando anche la qualità della vita.
La fase pre-operatoria è fondamentale per valutare il grado di ipertrofia mammaria e definire la tecnica più adeguata. Durante la visita specialistica il chirurgo analizza la conformazione anatomica della paziente, il volume del seno, la qualità della cute e le proporzioni corporee.
In soggetti giovani, in casi selezionati di ipertrofia e in presenza di buona elasticità cutanea, può essere valutata anche la liposuzione del seno come procedura meno invasiva.
È importante informare la paziente che, in alcune situazioni, la riduzione potrebbe compromettere la capacità di allattare in futuro, anche se le tecniche più moderne tendono a preservare la funzionalità della ghiandola mammaria.
Durante l’intervento il chirurgo rimuove l’eccesso di tessuto ghiandolare, adiposo e cutaneo, rimodella il profilo del seno e riposiziona il capezzolo in una posizione più naturale.
Le tecniche variano in base alla conformazione anatomica e al volume da ridurre: l’incisione può essere limitata al contorno dell’areola, estendersi verticalmente oppure, nei casi di volume molto abbondante, assumere la forma di una T rovesciata.
Il decorso post-operatorio è generalmente ben tollerato e prevede riposo relativo, utilizzo di reggiseno contenitivo e controlli medici programmati. I tempi di recupero previsti variano in base alla risposta individuale dell’organismo. Generalmente:


Sì, purché la paziente abbia completato lo sviluppo.
In alcune situazioni la riduzione potrebbe compromettere la capacità di allattare, anche se le tecniche più moderne tendono a preservare la funzionalità della ghiandola mammaria.
